martedì 2 dicembre 2008

Mentiras



MENTIRAS
Era una giornata di pioggia..era una giornata di novembre ed io ero seduto alla Cucinita e mi trangugiavo una bucanero ghiacciata. Il mio sguardo vagavo tra la folla di passanti che sfilavano nella 5° Avenida di Guanabo.
Era una giornata di pioggia ma non impedì all’uomo di recarsi a Guanabo per il consueto giro…lo vidi con il suo ombrellino a tinte carnevalesche e l’immancabile zaino nero in spalla. Indossava una maglia grigioverde e dei pantaloni corti anch’essi verde militare. Ai piedi aveva dei sandali e camminava con passo spedito come se dovesse raggiungere qualcosa o qualcuno…o solamente se stesso.
Lo vidi per la prima volta e notai nel suo volto che osservava a distanza. Il suo sguardo spaziava da una parte all’altra della carreggiata….cercava, memorizzava e catalogava. Spesso lo rividi con occhiali da sole Ray Ban a specchio ma quel giorno, forse causa la pioggia, non li aveva e quindi potei notare il suo sguardo.
Aveva uno sguardo tranquillo, indagatore, nulla di particolare cercavano e la sua espressione pareva richiedere di non essere cercato particolarmente.
Nel periodo che sono stato a Guanabo lo rividi spesso…stesso passo, stesso zaino, stesso sguardo. Non lo vidi mai accompagnarsi con Cubani de la calle ne sostare più di 10 minuti con le varie jineteras callejeras. Un sorriso, un ammiccamento e poi via ognuno per la propria strada. Lo vidi spesso accompagnato con Italiani, sempre gli stessi forse erano amici o conoscenti suoi.
Non ebbi modo o voglia di chiedere chi era ne da dove veniva..o forse non mi interessava.
Non ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere con lui anche se interiormente lo desideravo.
Poi un giorno, mentre il taxi mi accompagnava all’aeroporto de La Habana, la macchina si fermò per una momentanea interruzione del collegamento con la Via Blanca, lo rividi li a pochi metri.
Vicino alla sua casa sostava un taxi bianco. Intuii che era lui perché vidi il suo amico fuori dall’auto che fumava nervosamente una sigaretta. Lo vidi uscire ed abbracciare la sua sposa, stringerla forte a se e baciarla con ardente passione.
La sua sposa aveva gli occhi arrossati dal pianto e, forse, dalla consapevolezza che il suo uomo partiva per luoghi lontani. Ebbi una fitta al cuore ed osservai con attenzione quel bel quadro familiare che sembrava colorato con i colori del sole…dell’affetto, e dell’amore.
Mentiras…
Giunsi all’aeroporto Josè Martì in primo pomeriggio, feci il check-in e mi concedetti una passeggiata per i vari shops della struttura…un braccialetto, qualche sigaro, un berrettino con l’immutabile effigie del che, ed altre 4 cazzate oggettistiche che adducono la mia presenza in suolo cubano.
Ero li che infilavo gli oggetti nella borsa e lo vedo arrivare; abbronzato e spavaldo, con il suo inseparabile amico.
Non vi è fila al check-in ed anche loro fanno presto con la consegna dei bagagli.
Io mi fermo a sorseggiare una birra ghiacciata e li osservo mentre si aggirano, anche loro, nei vari shops.
La fila al check-in aumenta…è una fila ordinata di gente abituata a viaggiare e quindi poco rumorosi…Europei, cubani, asiatici…tutti in fila.
Poi la vedo arrivare, una mulata con i capelli sciolti in una cascata di riccioli che accendono la passione nei miei occhi.
Guardo i suoi occhi e mi sembra di sentire una piuma che mi accarezza l’anima…occhi color miele, ron anejo e fondi di acque ai margini delle mangrovie.
La sua pelle lucida ricordava tempi e cose del passato; legni di antichi galeoni, catene, funeste funi.
Ma nell’insieme, il suo sguardo, sembra avere un retrogusto di ron…di zucchero di canna.
La vedo arrivare ed abbracciarsi a lui.
Lui che poco prima aveva lasciato in lacrime la sua sposa.
Li osservo avviarsi, mano nella mano, verso la sezione imbarchi internazionali…sorridono, ammiccano.
Agli occhi degli sconosciuti può sembrare una qualunque coppia mista che rientra dopo una vacanza….ma io so è…..
Una mentira.
Li ritrovo a pochi passi nell’aereo, si abbracciano, si baciano con ardente passione e con conosciuta intimità.
Sembra a tutti gli effetti una notte di assoluta passione….di fuoco che arde sotto le ceneri ed improvvisamente divampa nella totale sua ampiezza e nella sua totale forza.
Ma io so che è una mentira.
Mentre mi aggiravo nell’aereo per sgranchirmi le gambe ed osservo l’uomo; è tranquillo, nei suoi occhi cerco un segno di colpevolezza, di rimpianto, di rimorso, ma vedo solamente chè è felice…nulla traspare da quel viso.
Mi siedo al mio posto e come un vecchio mi metto a pensare…forse tutto quel che ho visto non corrisponde alla realtà dei fatti…forse come un vecchio ho esagerato nelle conclusioni perdendo i confini delle cose, forse anche a noi frequentatori di cuba si è insinuato il virus del “todavia”….
Forse…
Ma sono certo che è “toda una mentira”.

4 commenti:

pumario ha detto...

Amico mio, toda la vida es una mentira. Meglio se lo dico in italiano: tutta la vita è una bugia, se ci dicessimo la verità su ogni attimo della nostra vita, sarebbe sempre una tragedia. la bugia nasce prima dell'uomo, io di bugie ne dico a vagonate ma la verità la conosco e la tengo stretta per me medesimo: mai mentire a se stessi, se proprio vuoi mentire, fallo con chi non conosce i tuoi segreti, o no? Ps.: il racconto è bellissimo, ho visto scene simili mille volte a Cuba e in altri paesi, Italia compresa.

pumario ha detto...

Ho dato uno sguardo alla "SLIDESHOW" su Guanabo, foto veramente belle, vedrò di rubarne alcune da pubblicare nel CUBA LIVE.

Anonimo ha detto...

ciao Pumario

Tempo fa ho visto delle tue foto che ritraevano Campo Florido....chissà se un giorno no ci si può incontrare proprio in quei posti.
Per le foto prendi quelle che vuoi...per noi è un piacere condividerle.
Un abbraccio e grazie per i comenti.

Anonimo ha detto...

"MAI MENTIRE A SE STESSI"

è una bella filosofia e mi trovi pienamente d'accordo con te caro pumario...in questo mondo di "basura" c'è bisogno di un po di gente pura...io faccio il mio meglio, talvolta non riuscendoci, ma almeno ci provo con me stesso.
Come posso vengo a vedere il tuo blog-
Maverick.41