giovedì 4 dicembre 2008

L'uomo che regalava fiori e sorrisi



L’uomo che regalava fiori e sorrisi Lo vedevo spesso andare avanti e indietro nella via di fronte al parque Guanabo. L’uomo indossava un paio di jeans, una maglietta lisa di colore verde oliva e calzava un paio di sandali i quali avevano vissuto tempi migliori Era un uomo alto e robusto, ma quando ti guardava sfoggiava un sorriso da bambino mai cresciuto Lo si incontrava spesso ma era uno dei tanti Un pomeriggio ero seduto in un bar della via principale in compagnia della mia amica Yanè e di un’altra copia…era un pomeriggio afoso e l’aria era di piombo Sorseggiavamo le nostre birre e nel mentre arriva lui Stessi jeans Stessa maglietta Stessi sandali Stesso sorriso da ebete Si avvicinò alle ragazze e donò a ciascuna di loro un fiore Nessun complimento Nessuna parola...solo un perenne sorriso stampato in quel viso da bambino mai cresciuto Le ragazze accettarono quel dono e rivolsero all’uomo un inusuale “gracias” Era un pomeriggio afoso, l’aria era di piombo ed io vedevo il buio Lo osservai e mi ritrovai a pensare a questo essere umano come i cagnolini che affollano le vie ed i locali pubblici Cubani Stanno li immobili, sdraiati per terra od a osservarti...accennano un timido scodinzolare ma non sono invadenti Stanno solamente li...aspettano E lui aspettava...ma io vedevo il buio Le ragazze ridevano non so di che cosa Il mio amico sorseggiava la birra e rideva con loro Gelai le ragazze con uno sguardo Guardai quell’uomo e gli dissi di andar via sperando che gli si indurisse lo sguardo o mi rispondesse in malo modo Questo non successe Il viso gli si era rabbuiato come ad un bambino a cui gli è caduto il gelato dalle mani L’uomo si allontanò con rassegnata colpevolezza Lo vidi allontanarsi ed in quel pomeriggio afoso sentii il gelo intorno a me Forse leggendo i miei pensieri, Yanè mi disse che non c’era bisogno di mandarlo via in quel modo. Quell’uomo sarebbe andato via ugualmente senza ricompensa o, a limite, allungandogli alcune piccole monete…proprio come si fa ai bambini. Mi disse che qualcuno si curava di lui poiché nella sua testa qualcosa si era fermato da oramai lunghissimo tempo. A quel bambino mai cresciuto la gente permetteva che cogliesse i fiori dai propri giardini e li regalasse alle ragazze che erano in compagnia dei turisti. Ne ricavava alcune monetine che non servivano al suo sostentamento ma solamente all’affermare che non si è invisibili se non lo si vuole. In quell’infantile modo affermava che al mondo c’era pure lui. Nella scorsa vacanza rividi quell’uomo. Lo avevano statalizzato. Lo vidi vicino alla discoteca Guanima con una carriola, una pala ed una scopa. Dall’altra parte della strada attirai la sua attenzione con un fischio - Si girò e con quel sorriso da eterno bambino alzo la scopa in aria come farebbe un guerriero col suo fucile o uno sportivo con la sua coppa..segno che nella sua testa non tutto si era fermato e quel segno vittorioso affermava che le piccole conquiste, per certi versi, hanno egual sapore delle grandi.
Nota....
L'ho rincontrato quest'anno...in mano aveva, come potete notare, la sua sportina con i fiori da regalare.

2 commenti:

pumario ha detto...

Bella storia ma, quando ti fermi a fare gasolina all'inizio della 5° avenida, c'è sempre qualche giovane fannullone che insistentemente ti chiede il dollaro. Niente a che vedere con l'omino dei fiori, se lo incontrerò mi fermerò e gli chiederò un fiore per una chica...

Anonimo ha detto...

Lo farai felice...e darà un senso a se stesso e alla sua vita.

Lo sai meglio di me, magari ofrigli un succo di frutta...e gira le spalle e vai via senza osservare se lo beve o meno.

Maverick.41