lunedì 29 dicembre 2008

IL BALLERINO NELLA NEVE


In casa di un amico ho conosciuto un ragazzo dell’Avana la cui storia è singolare, ma non credo tanto diversa da quella di altri extracomunitari che sono espatriati in cerca di un futuro migliore, ma che non hanno avuto fortuna.
Il ragazzo è partito nel 2005 da Cuba ed è approdato in Italia, dove ha chiesto asilo politico adattandosi a svolgere diversi mestieri. Quando ci siamo presentati mi ha detto di essere di Miramar suscitando il mio stupore poichè in questo barrio risiedono persone benestanti. Così ho voluto fare una battuta chiedendogli se lui tambien tiene plata ? In un primo momento mi ha guardato sorpreso poi mi ha risposto che la sua famiglia in Cuba non sta male, che sua madre è un famoso neurochirurgo e sua nonna è proprietaria delle case dove vivono tutte le famiglie dei suoi discendenti. Il mio amico mi ha anche confidato che ha anche una sorella nel governo. Così gli ho chiesto di raccontarmi un po’ la sua storia e il motivo per il quale preferisce restare qui arrangiandosi piuttosto che tornare a Cuba. Mi ha risposto che finché c’è il comunismo non può tornare a casa e se ci va per le leggi vigenti deve farlo da turista e non può restarci più di tre settimane. Pertanto, considerate anche le poche finanze di cui dispone, al momento vuole rimanere nel nostro Paese dal quale si aspettava qualcosa in più e che qua la vita non è come immaginano a Cuba.
Ho voluto parlargli della mia passione per l’Isla Grande, per la musica cubana e così mi ha fatto partecipe del fatto che lui a Cuba era coreografo e ballerino di danza classica, di aver lavorato nella compagnia di Alicia Alonso e di essersi esibito anche nei locali per turisti come il Tropicana e la Casa della Musica. Credo alle sue parole perché ha risposto in maniera appropriata alle domande che gli ho fatto.
In Italia non ha trovato nessuno pronto ad offrirgli una vera opportunità per svolgere la sua arte anche tra cubani che hanno aperto scuole di salsa nel nostro Paese.
Così è costretto ad arrangiarsi lavorando come operaio stagionale nelle strutture turistiche dove qualche volta incontra nostri connazionali che si vantano di essere insegnanti di ballo mentre il più delle volte si tratta di gente che svolge questa attività come secondo lavoro e in maniera piuttosto approssimativa.
Durante l’estate, mi ha spiegato il paesano, per un po’ di tempo anche Ernesto, così si chiama il cubano, ha ballato ma chi lo ha ingaggiato lo ha preso in giro e pagato poco, così dopo poche settimane è rimasto senza soldi e il mio amico quando si sono sentiti per telefono si è mosso a compassione. Così ha messo mano al portafogli per pagargli il biglietto del treno da Milano a Pescara dove è andato a prenderlo alla stazione. Qui ha trovato una persona denutrita e non ha potuto fare a meno di ospitarlo a casa sua dove si trova tuttora.
Gli ha anche cercato un lavoro, ma non è riuscito a trovare di niente di meglio che un posto da parcheggiatore su un piazzale antistante un impianto di risalita a 2.000 metri.
Così, lassù, questo ragazzo venuto da lontano per realizzare i suoi sogni , suo malgrado, costretto dal freddo a battere piedi e mani, danza nella neve.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sicuramente a questo ragazzo non lo ha abbandonato la caparbietà...ma meglio di tutto non HA abbandonato la dignità.

Maverick