sabato 27 febbraio 2010

INCUBA LIBRE parte 1 (L'Avana)

Callejón de Hamlet





Il pomeriggio dell'ultimo giorno lo trascorsi nel famoso Callejón de Hamlet, un vicolo interno nel cuore di La Havana, dove ogni domenica la gente del quartiere si incontra per celebrare concerti improvvisati di musica afrocubana e balli folkloristici.

PLAYA TROPICOCO

PLAYA TROPICOCO

LA JAWO QUE BAILA LA CONGA

GUANIMAR

mercoledì 24 febbraio 2010

Un pomeriggio con Pumario


Nonostante lo avessi appena conosciuto già avevo l’impressione di frequentarlo da tempo. Io e Pumario ci siamo incontrati la prima volta nel gennaio 2010 a Cuba, dopo esserci scambiati un paio di sms per fissare tempo e luogo dell’appuntamento. Un pomeriggio, tornato dal Campo, dove mi ero recato in bicicletta la mattina ed ero stato sorpreso da un temporale tropicale che mi aveva fatto provare una sensazione di libertà, pedalando a torso nudo con tanta pioggia, ho ricevuto il messaggio di conferma da parte di Pumario che mi diceva che ci saremmo incontrati davanti alla Cocinita. Quindi dopo essermi asciugato sono uscito di casa e raggiunto il punto stabilito.
Pumario, mi aspettava insieme a un suo amico, che lui mi ha presentato come il più importante imprenditore di stelle di natale (fiore natalizio), all’interno di un SUV in sosta davanti alla bettola di Guanabo. Mi ha riconosciutoi subito facendomi segno di salire. Quindi una volta a bordo della loro macchina, Mario mi ha chiesto dove fosse possibile bere un buon cocktail . Non conoscendo la zona, sono rimasto in imbarazzo davanti a questa domanda, così ha preso lui l’iniziativa e siamo partiti alla volta di una località situata sulla via Blanca, oltre Santa Cruz del Northe. Qui ci siamo fermati in un bar ricavato in un bohio e una volta accomodatosi, Pumario si è rivolto alla dolce fanciulla addetta a servire i clienti ordinando tre pinacolada. Una bevanda davvero buona e stando alle parola dei miei nuovi amici, la migliore di Cuba. Lo sguardo del fioraio era stato catturato dall’avvenente cameriera, mentre io, sapendo che Mario un tempo era stato impegnato nel ciclismo, ho cercato di esaudire la curiosità circa personaggi e fatti relativi al mio sport preferito. La piacevole conversazione aveva fatto volare il tempo, così era arrivata l’ora di lasciare il bar di Robertico, che mi sento di consigliare a coloro che desiderano bere una vera pinacolada. Quindi siamo montati di nuovo in macchina, giunti a Guanabo mi sono congedato da Pumario e dal suo amico felice di aver fatto la loro conoscenza.

mercoledì 17 febbraio 2010

Se si potesse.....



che ne dite se lunedi andiamo al Guanabo club???
C'è gente e tanta tanta chicas!!
se si potesse.....e fosse cosi facile.......
sarei già li!

martedì 16 febbraio 2010

GUANABO & DINTORNI 2010

A metà gennaio sono tornato a Guanabo nella stessa casa dove ero alloggiato nel novembre del 2008.
La giornata della partenza è iniziata la mattina alle cinque quando insieme ad un mio compaesano, che ha insistito tanto perché gli facessi da guida, siamo partiti alla volta di Fiumicino. Lasciata la macchina nell’ area del parcheggio a lunga sosta siamo entrati in aereoporto, per la verità sono rimasto un po’ meravigliato non trovandomi davanti alla solita fila davanti al gate e anche sull’avion c’erano diversi posti vuoti. Segno un po’ della della crisi ma anche perché tanti avevano usufruito delle ferie natalizie per andare in vacanza
Arrivati al Jose Martì ho respirato un’aria familiare malgrado ci fosse un po’ di tensione per via dell’influenza H1NC1. Infatti alcuni aeroportuali indossavano la mascherina e sia sui muri che sui taxi c’erano delle locandine con i comportamenti da adottare nel caso in cui si avertissero i sintomi della epidemia.
Fortunatamente non ho dovuto attendere per i bagagli trovandoli appoggiati per terra vicino al nastro trasportare, così purtroppo non è stato per il mio amico che è dovuto tornare a Boyeros alcuni giorni dopo per ritirare le valigie. Segni premonitori di una vacanza che a lui non è andata sempre nel verso giusto.
In ogni caso alle dieci di sera abbiamo raggiunto la nostra meta. A Mario, questo è il nome dell’ italiano che ha viaggiato con me, era riservata l’ abitacion della signora Maday , sulla rampa che conduce al Guanabo Club, a pochi metri dalla discoteca. A me invece un appartamento della casa di Teresa. Dopo una cena veloce sulla terrazza e le raccomandazioni di rito da parte della duena, sono uscito a fare un giro e per sgranchire le gambe. Mi sono fermato al Guanimar e nonostante era più di un anno che non ci mettevo piede, mi è parso tutto come prima. Ero stanco e non faceva neanche caldo, per questo a mezzanotte ero già a letto. Fortunatamente, per la prima volta, avevo portato il pigiama a manica lunga che mi ha permesso di riscaldarmi. Il mattino seguente con il mio amico abbiamo fatto un giro per Guanabo e nel pomeriggio ho chiamato al telefono Laydi, una ragazza conosciuta nel 2008 e con la quale ero rimasto in contatto. La sera la sono andata ad aspettare davanti alla discoteca e ho trascorro con lei la notte. Ci siamo visti un paio di volte dopodiché abbiamo deciso che sarebbe stato meglio proseguire su strade diverse. Nel frattempo mi davo da fare per fare nuove conquiste, ma da questo punto di vista Guanabo mi ha deluso. Non sono riuscito a trarre soddisfazioni da quella che avrei voluto impostare come una vacanza da bandolero. La località si è rivelta una cueva de putas, molte delle quali provenienti dal famigerato barrio di San Miguel del Padron alla ricerca del turista. Sotto l’aspetto delle nuove amicizie, non sono soddisfatto. Mi sono limitato a una mulatta di nome Caritad, ex ballerina, per la verità molto carina e una studentessa di medicina, che era consapevole di non essere bella ma in compenso simpatica e intelligente. In momenti diversi le ho portate in quello che il mio amico Alberto chiama scherzosamente lo scannatoio, facendomi riprendere dalla padrona di casa che avrebbe voluto far entrare le ragazze solo di giorno, mentre per me è lo stesso e se capita l’occasione anche la notte va bene per farsi una scopata.
Nonostante mi ritenga una persona abbastanza tranquilla, al confronto dei due turisti che alloggiavano nella stessa casa, la duena mi considerava un esagitato. Forse aveva ragione considerato che Lorenzo, un canadese che nella vita lavora come meccanico sulle navi per tre mesi e trascorre gli altri due a Cuba, l’ho visto tutto il tempo dondolarsi sulla sedia in una atteggiamento che ricordava quello dello psicopatico dietro alla finestra nel film Psyco e l’altro, un inglese che stava passando un paio di mesi l’anno al caldo e che per il mio amico assomigliava al protagonista autistico di Rain Man, parlava, invece, solo se ci rivolgevi una domanda, quasi volesse isolarsi dal contesto della serata, quando tutti e tre, insieme alla fanciulla di turno invitata dal sottoscritto, cenavamo seduti allo stesso tavolo sulla terrazza.
Una volta ho voluto provare a rimorchiare di giorno, così al mattino mi sono messo a passeggiare sulla strada principale, nella speranza di conoscere una ragazza che non fosse esplicitamente una jinetera. A un certo punto il mio sguardo è caduto su una biondina che stava parlando al telefono. Quando questa si è allontanata dall’apparecchio l’ho seguita e vedendola andare a un chiosco per prendere la pizza, con la scusa di chiederle se si pagava solo in moneta nazionale o fosse possibile acquistare anche in divisa, ho iniziato la conversazione. Con lei c’era un’ amica e ho invitate entrambe a bere qualcosa al rumbo dietro alla parada del 400. Le ragazze mi sono sembrate tranquille e per questo non mi sono tirato indietro quando mi hanno proposto di andare con loro alla piscina de L’ Eldorado. Chiaramente qua si paga in CUC e per usufruire della vasca bisogna tirare fuori 5 pesos a persona, in compenso però si ha diritto a diverse consumazioni. Non avevo nessuna intenzione di fare il bagno quindi ho pagato per loro due e ho preso una bevanda che spettava ad una delle mie accompagnatrici. La ragazza che aveva attirato su di se la mia attenzione aveva un fisico aggraziato , ma parlava poco, diversamente dalla sua amichetta, più in carne, ma anche con la battuta pronta.
Si stava facendo tardi e il pomeriggio lasciava posto alla sera, quindi a piedi ci siamo incamminati verso il centro di Guanabo. La “figura” così come veniva apostrofata dalla brunetta, non era incline alla conversazione e allora la sua spalla, non era la prima volta che conoscevo una donna all’apparenza un po’ riservata accompagnata da un’amica più scaltra, si sentiva autorizzata a prendere lei l’iniziativa. Dopo un lungo tratto a piedi siamo arrivati a casa ed entrambe sono entrate. Perché con una dovevo concludere, mentre all’altra scappava la pipì. A questo punto la duena accortasi della loro presenza nell’abitazione, è scesa per rendersi conto meglio di ciò che stava succedendo. Vedendola molto agitata ho cercato di tranquillizzarla, quindi ho offerto una lattina di birra alla triquena che avrebbe aspettato in mezzo alla strada. La flachita è restata dentro dicendomi esplicitamente che se volevo andare a letto con lei dovevo scucire cinquanta pesos, in quanto non era una puta e il suo lavoro si svolgeva alla cassa della gelateria Copelia in cima alla Rampa. Alla fine ho accettato l’offerta spinto dal desiderio di un’esperienza con una cubana dalla pelle chiara e per dare un senso alla giornata.
Alla luce di queste esperienze Guanabo non mi ha soddisfatto, probabilmente quindi la località non sarà più meta delle mie vacanze. Soprattutto la duena, nonostante la qualità del servizio ricettivo, si è dimostrata un po’ ossessionante, nei miei riguardi e verso le fanciulle. Non voglio dire che non faccia bene a prendere delle precauzioni nei riguardi delle ragazze più spregiudicate, ma anche con Dania, che già conosceva, è stata un po’ eccessiva chiedendole ogni volta che entrava e usciva il documentod’identità. Quando ho deciso di restare qualche altro giorno a Cuba, Teresa, mi ha detto che, siccome il mio appartamneto era riservato a un altro turista che sarebbe arrivato subito, se avessi voluto prolungare la vacanza avrebbe dovuto farmi traslocare nell’abitazione del canadese che per lasciarmi posto sarebbe stato mandato da una sua parente. Però esplicitamente mi ha detto secondo lei sarebbe stato meglio per me rientrare in Italia mentre alla mia compagna ha suggerito di farsi regalare il denaro al posto di farmelo spenderlo per un nuovo biglietto,.
Non sopportavo più l'ambiente, quindi sono sceso in strada e ho chiesto a un tassista di accompagnarci a Cojimar, cercando di far credere alla duena che stavo andando all’aereoporto.
Mentre io e la negrita abbiamo trascorso una settimana a Cojimar senza che qualcuno le chiedesse ogni volta i documenti, il mio amico come da programma, è salito su un volo della Cubana de Aviacion diretto a Santo Domingo. Come accennavo durante questi giorni a Mario sono andate storte diverse cose, a cominciare dalle valigie non atterrate insieme a noi, i 160 euro scalati dal suo credito al cellulare senza parlare o inviare sms, i dolori dovuti a un’infiammazione al nervo sciatico e per concludere una chica che a sentire lui: tampoco sapeva puteare. A tale proposito avendo una predisposizione per la scrittura il mio amico ha messo su carta dei versi in spagnolo per raccontarsi (visto che non li leggerà a nessuno, fatta eccezione il sottoscritto) la sua vacanza. Sintetizzando ha cercato di trasferire le sue emozioni scaturite dalla visone di una coppia sulla spiaggia e il desiderio di volere essere come i due giovani cubani, fuori dal tempo, che si abbracciano come due serpenti. Però sente di non poter fare niente per raggiungere la dimensione ideale rappresentata da ciò che ha davanti agli occhi in quanto, parole sue: estoi muerto en la Playa de l’est..

sabato 13 febbraio 2010

Pentola elettrica a pressione



utensile da cucina molto usato,comunemente chiamato:
pentola a impressione!
sarà ma io avevo sempre paura ad usarla,eppure la usavo!

mercoledì 10 febbraio 2010

Il tormentone dell'ultima vacanza

">

Hola

sono tornato in Italia poche ore e come è normale, anche se a volte la vita cubana può rilevarsi noiosa, sarei pronto a ripartire subito.
Dopo oltre tre settimane, stò cercando di rimettere in ordine le idee e di trarre delle conclusioni. Si, perchè mentre per la gente comune, una vacanza deve essere fine a se stessa, per noi malati di cubanite ogni volta è un'esperienza nuova, cosa che risulta poco comprensibile agli altri. Io non mi lamento della vita che conduco in Italia, ho una famiglia che mi vuole bene, la passione per la bicicletta e molte comodità. Però il tempo stà consumando le persone care e diventa difficile viaggiare. Ho fatto quindi la scelta di restare altri otto giorni e ubriacarmi di emozioni. Un giorno chissà, se riesco a mettere a posto le cose ci resto per otto mesi.
La vacanza si è divisa in due parti: una prima, diciamo da bandolero e l'altra da novio. Per i sostenitori della tesi che bisogna cambiarne una al giorno posso dire di essermi trovato meglio nella seconda fase. Avere una ragazza che conosci e con la quale ci si intende alla fine ti riempie di emozioni, anche se cambiare "buco" può essere piacevole.
Nei prossimi giorni, sul blog vi metterò al corrente di ciò che mi è capitato durante la vacanza. Asta luego.

La bilancia


Durante la mia ultima permanenza a guanabo,
un dia ho sentito la mancanza di un piatto
di pasta come si deve.
Quindi comprato la farina avevo deciso
di farmi un po di pasta fatta in casa,e
per l'occasione avevo chiesto in prestito
alla duena una bilancia.....
ahi ahi ahi

martedì 9 febbraio 2010

La foto


...ho davati a me una foto.
è una foto di famiglia scattata da poco.

C'e mio padre, mio fratello che ha in braccio mio nipotino e accanto a lui sua moglie.
Riguardo con attenzione i minimi particolari....chi sono questi??...non posso trovare nei occhi di mio padre la lucentezza e la fierezza che lo contradistingue...e mio fratello??...quello che io lasciai era un ragazzo imberbe magro e dallo sguardo bambinesco...qui davanti ho un uomo con spresione di stanca maturità.

Mio padre ormai hai i capelli bianchi. Il tempo scorre e io non so come fermarlo...cosa posso fare??. Me la prendo con il sisitema!!

un sistema che ci tiene chiusi in gabbia e ci obliga ad emigrare..si, è colpa loro!!..loro sono i colpevoli di che mio nipote non sappia chi è sua zia....che mia cognata ed io non siamo mai state sedute a sparlare dei difetti di mio fratello...che mio figlio non conosce suo nonno e che io mi sento ogni giorno piu triste e angosciata per i miei!!
Ma adesso non mi sento meglio...devo pur cercare un modo di dare la colpa a qualcuno!!!! ...si...ya sè de quien es la culpa!!!...la culpa es de los americanos!!!

la culpa es de ellos porque mi pueblo tiene hambre de saber.porque mi pueblo quiere ser un pueblo de gente normal que camina por la calle sin sentirse con il fiato sul collo; porque loro ci hanno messo sto cazzo di blocco che ha distrutto piano piano la mia vita.....ma no!!...la colpa è dei russi!!

sono i russi quelli che ci hanno tolto la loro prosperosa teta piena di latte!!!....è questo Gorbaciov con quella cagata de aura tiñosa in testa que jodìo las cosas!!...es culpa sulla si mi abuelita cada dia envejece màs y màs con la esperanza de verme..de abrazarme y hacerme mis platos preferidos...es culpa loro si mio padre deve caminar todos los dias km y km por su trabajo..poruqe no hay petrolèo...poruq el poco petroleò que tenemeos nos lo dà el venezuela.....ma certo!!!!...è il Venezuela!!!...loro sono i colpevoli....

Loro sono i colpevoli di che mio popolo continua ad allatarse di un altra teta...ma india...una teta mulatta come noi...loro sono i colpevoli di che il governo non si rompe il culo in qualche modo per cercare soluzioni vere ..ma continua attaccato alla teta di Chavez...lloro sono i colpevoli di che i cubani continuano a non volere essere "svezzati" e si fanno maestri della meccanica....ma, forse i colpevoli sono i cubani!!

I cubani che non sanno cosa vogliono e dove si può andare...loro sono colpevoli di ozio, disinterese e pocca voglia di lottare per vivere onestamente.Loro sono i colpevoli di veder tutto in forma materiale e per colpa loro adesso mia cugina conosce la marca di tutti i prodotti piu costossi che ci sono in europa....ma che cazzo digo!!!....sono gli europei!!...los yumas ellos tienen la culpa!!

ellos tienen la culpa porque uno de ellos me trajo aqui...con engaño y me fiondò in questa vida di gente che corre dalla mattina alla sera...donde si paga anche il sorriso...il vero e proprio sorriso di una impiegata in uno studio medico privato...loro sono colpevoli perche continuano a vizziare le cubane con regalini e cosette che ci piaciono e fanno comodo.....le cubane???...certo....sono le cubane le colpevoli di che io sia qui!!

Loro sono una razza di donne allegri che aprono facilmente le gambe!!...sono loro quelle che se non si può fare altro vanno con il primo yuma per 25 dollares...certo, sono loro quelle che lasciano i mariti cubani per venire qui a fare la vida bella....un momento....cazzo ma io sono cubana!!

allora è colpa mia tutto!!!....
ma come non ci ho pensato prima!!!
era cosi facile, davanti ai miei occhi!!....io sono la colpevole di tutto ..io mi sono scelta sta vita di lontananza e triztezza.
Io sono quella che ha voluto essere qui per ingannare la mia vanità con beni materiali...io sono quella che abbandonò l'amore della sua vita per fuggire in un paese di gente che corre sempre...a correre anch'io dietro un sogno!!
Adesso mi sento piu male di prima....mio nipotino sorride dalla foto.
é un bellissimo bimbo dagli occhi sorridenti e nasino che riccorda un pò il mio....è il mio sangue!!

mio padre continuarà ad invecchiare ed io sarò una spettatrice dello scorere del tempo...guarderò tutto come chi va a una mostra fotografica...tutto in carta.
mi chiedo se loro sapranno quanto mi mancano!!...se loro sanno che qui ogni giorno la mia giornata scorre liscia e ho sempre un pensiero per loro...se sanno che non è vero che nel Emporio vendono avellanas e noci!!??...tanto...non è importante!!
adesso conservo la foto e chissà se tra un pò di giorno quando ricevo un'altra vi faccio un'altra volta dù palle a voi!!!

Scritto da Daye, Barrio de Cuba forum

domenica 7 febbraio 2010

Asi baila una cubana



Non c'è spettacolo migliore che osservare una
cubana bailar.
Quando si è tristi,credo che non ci sia niente di meglio
che ammirare una ragazza cubana ballare.
Con il loro modo meraviglioso di intendere e interpretare
la musica hanno fatto perdere la testa a milioni
di persone, e questo è solo l'inizio.
Con il loro modo di ballare hanno fatto capire
che tutta la tristezza può essere sconfitta
ballando.
Asi baila una cubana

venerdì 5 febbraio 2010

Il mio amico Pedro




Volgo lo sguardo ai massi Simone e Simoncello e li vedo li eretti e marziali, la neve tutt’attorno e loro bucano il bianco orizzonte..li maestosi per l’eternità. Richiamo il mio cane, Lufo! Lufo vieni qua! Lui si gira con gli occhioni tondi e lacrimosi e mi fa cenno di festa, si abbassa sulle zampe posteriori ed inizia a mordere la neve come uno stupido, poi corre indisciplinato a destra e a manca, si ferma ed inizia a raspare la neve con le zampe posteriori spargendola come uno spargisale. È felice, a lui basta poco; qualche carezza, un complimento, le sue crocchette ed è felice. A volte penso che è bello essere animali…senza quella cattiveria che l’animo umano, ingrassato dalla noia e dal benessere, riesce a produrre. Lufoooo!!! Si avvicina alla mia gamba destra e riprendiamo la discesa a valle. Giù c’è il mare, la riviera…la guardo ed un’un brivido di freddo mi attraversa tutta la colonna vertebrale finendo in fondo al cuore. Sarà sto cazzo di freddo, sarà l’inverno che non molla o sarà pura e semplice nostalgia penso a cuba; alle sue spiagge, ai suoi odori ai suoni, ai sorrisi, a delle persone care che da oltre un anno non mi vedono e chissà quando mi rivedranno…un giorno, forse un giorno partirò, tornerò da voi. La mia mente cerca tutte queste cose semplici e le trova la nelle camere della memoria….si stagliano li e mi sembra di sfiorare le sue labbra, di sfiorarli i capelli, di dare una carezza all’innocenza. Mi avvio raccolto nel mio caldo woolrich, tiro su il cappuccio per coprirmi la testa ed i mie pensieri..ma non basta. I mie pensieri corrono a Cojimar, a Pedro che ha avuto coraggio di mandare a “fareinculo” l’aereo che lo riportava a casa e sostare li per altri dieci giorni riprendendosi un pezzo di umana libertà. Cuba!!! Mia moglie mi dice sempre: ma che avrà mai questa cuba? Neanche alla terra in cui sei nato e vissuto per venti anni pensi cosi profondamente! Ed io scuoto la testa come un bambino colpevole di fresca bravata…non puoi capire o sono io a non capire più voi. Pedro, Pedro! Goditi questi ultimi giorni di vera liberta, assapora la primavera come fanno i rondoni quando annunciano il suo inizio, inebriati di passione che potrai liberare tra le tue bianche montagne…godi sino in fondo sinchè Cuba curerà il tuo male d’amore ed i tuoi sogni.

giovedì 4 febbraio 2010

Diamoci da fare



All'inizio l'ho sempre fatto fare alla novia
poi successivamente mi ci sono messo sotto
anchio.
Per mangiare il riso esistono due modi,
o te lo compri nella tienda già scelto e
confezzionato,oppure te ne vai al mercato
con una sportina e te lo compri consapevole
che successivamente ci sarà del lavoro da fare.
Mai cucinare qualcosa senza riso (spaghetti esclusi)
si incavolano di brutto.
Quindi con tanta pazienza e occhio sveglio
si incomincia a togliere tutte quelle chiamiamole
impurità.Tra sassi, pezzettini di sacchi e chicchi neri
c'è ne di lavoro......
Io uso il metodo del panno steso sulla tavola
si riesce meglio a vedere cosa scartare poi una volta
finito lo scarto sotto l'acqua a lavarlo.