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venerdì 27 agosto 2021

Banco Central de Cuba regula el uso de criptomonedas en el territorio nacional

 


Una Resolución del Banco Central de Cuba (BCC) publicada este jueves en la Gaceta Oficial y firmada por su Ministra-Presidenta Marta Sabina Wilson González, indicó que esa entidad dictará las reglas para el uso de criptomonedas en el territorio cubano.

La Resolución tiene como objetivo "establecer las normas a partir de las cuales el Banco Central de Cuba regula el uso de determinados activos virtuales en transacciones comerciales, así como el otorgamiento de licencia a proveedores de servicios de activos virtuales para operaciones relacionadas con la actividad financiera, cambiaria y de cobranzas o de pagos, en y desde el territorio nacional."

El documento define como activo virtual a "la representación digital de valor que se puede comercializar o transferir digitalmente y utilizar para pagos o inversiones".

Este término comprende diversas acepciones utilizadas con iguales fines, tales como, activo digital, criptoactivo, criptomoneda, criptodivisa, moneda virtual y moneda digital.

También entiende por proveedor de servicios de activos virtuales "a cualquier persona natural o jurídica que como negocio o en actividades de negocios se dedica al intercambio entre activos virtuales y monedas de curso legal; al intercambio entre una o más formas de activos virtuales; la transferencia de activos virtuales; la custodia o administración de activos virtuales o instrumentos que permitan el control sobre activos virtuales; y a la participación y provisión de servicios financieros relacionados con la oferta de un emisor o venta de un activo virtual".

El Banco Central de Cuba, por razones de interés socioeconómico, podrá autorizar "el uso de determinados activos virtuales en transacciones comerciales, y otorgar licencia a proveedores de servicios de activos virtuales para operaciones relacionadas con la actividad financiera, cambiaria y de cobranzas o de pagos, en y desde el territorio nacional.

La Resolución establece que "Las instituciones financieras y demás personas jurídicas solo pueden usar activos virtuales entre ellas y con personas naturales, para realizar operaciones monetariomercantiles, y de canje y recanje; así como para satisfacer obligaciones pecuniarias, cuando así lo autorice el Banco Central de Cuba."

Añade que "Los órganos u organismos de la Administración Central del Estado, las organizaciones políticas, de masas y sociales y demás instituciones, controlan y supervisan que sus entidades subordinadas y las formas asociativas de las que son órganos de relación, se abstengan de utilizar activos virtuales y los servicios de estos, en transacciones comerciales, monetario mercantiles o para satisfacer obligaciones pecuniarias, salvo en los casos que autorice el Banco Central de Cuba."

Aparecidas en 2009 en el mundo, estas criptomonedas o criptoactivos son una suerte de dinero digital, sin existencia física y que no tienen respaldo ni en oro ni en instituciones bancarias de los países, es decir, no pueden en su conjunto ser controladas por ningún país o banco emisor.

Dado la inseguridad y los riesgos que propician estafas con estos activos que se mueven en billeteras por el ciberespacio, el BCC se deslindó de cualquier acción delictiva con estas criptomonedas. “Las personas naturales asumen los riesgos y responsabilidades que en el orden civil y penal se derivan por operar con activos virtuales y proveedores de servicios de activos virtuales que funcionan al margen del Sistema Bancario y Financiero, aun cuando no están prohibidas las transacciones con activos virtuales entre dichas personas”, expresó la norma que entrará en vigor dentro de 20 días.

Entre las criptomonedas más populares en la isla están Bitcoin, Ethereum Litecoin y USDT.

mercoledì 25 agosto 2021

SALSA CUBANA (SON MODERNO fusion) en BARCELONA

domenica 21 marzo 2021

Presentato il progetto Cuba-Italia per l’agricoltura de L’Avana

 

Contribuire ad aumentare la produzione locale e l’accesso a cibi sani è l’obiettivo principale del progetto HABAMA, Autosufficienza alimentare e sviluppo di iniziative economiche sostenibili, presentato a L’Avana. Firmato tra il Ministero dell’Agricoltura e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), con la mediazione del Ministero del Commercio Estero (MINCEX), appoggerà i comuni con il maggior potenziale agricolo della città: Boyeros, La Habana del Este , Guanabacoa, Arroyo Naranjo e Cotorro.

Con una durata di 36 mesi, ha un finanziamento di 5,4 milioni di euro fornito dal governo italiano, che renderà più indipendenti gli attori territoriali per assumere un ruolo maggiore nel miglioramento delle loro condizioni di lavoro, reddito familiare, livello di formazione, organizzazione e parità di genere , basato sulla sostenibilità della produzione di frutta, verdura e piccolo bestiame.

È stato reso noto che la massima responsabilità della realizzazione sarà a carico del Gruppo Impresariale Agricolo (GAG), coordinato con l’AICS, con la partecipazione dell’Istituto di Ricerca dei Frutti Tropicali (IIFT) come ente esecutivo e l’accompagnamento del Istituto di Ricerca per l’Industria Alimentare (IIIA), del Ministero dell’Industria Alimentare.

Secondo Bárbara María González Rodríguez, coordinatrice provinciale del progetto, attualmente, insieme al seminario iniziale, viene effettuata la diagnosi per identificare i possibili beneficiari dell’iniziativa in tre linee fondamentali: ortaggi, alberi da frutto e piccolo bestiame, per poi iniziare la sua esecuzione.

Come riportato da Julio Martínez Roque, coordinatore del Programma alimentare e di distribuzione del governo della città, è il più grande progetto di collaborazione che viene portato avanti nella capitale e la sua importanza risiede nella spinta che darà alla produzione alimentare, per contribuire al Programma di Autosufficienza Municipale (PAM) e Sovranità Alimentare.

Da parte sua, Ydael Jesús Pérez Brito, Vice Ministro dell’Agricoltura, ritiene che si tratti di un progetto importante e interessante, che ha a che fare con lo sviluppo locale, con la forza dei municipi, unita all’autosufficienza municipale, che fa parte di quel grande programma di educazione alla sovranità alimentare e alla nutrizione.

HABAMA permette concretizzare questi temi, sia quello dello sviluppo locale e dell’autosufficienza, sia quello della conoscenza, dell’integrazione con l’industria, della conservazione, della qualità, dell’innocuità, e chiude il ciclo, per cercare anche l’esportazione, con l’obiettivo di ottenere valuta liberamente convertibile per sostenere il progetto, ha affermato.

Secondo il delegato dell’Agricoltura a L’Avana, Esmeregildo Martínez Games, con il 20% della popolazione del paese, la capitale ha solo lo 0,4% della superficie arabile di Cuba (circa 40.000 ettari).

Delle 30 libbre pro capite al mese che propone il piano di sicurezza alimentare, il sistema agricolo de L’Avana oggi produce solo 3,5 libbre (11,6%) e si impegna a raggiungere le 10 libbre (33% del totale), e il progetto HABAMA contribuirà a raggiungere quell’obiettivo, ha evidenziato il delegato.

“Nella misura in cui la capitale produce di più, dipenderà meno dalle altre province, il che garantisce stabilità nell’approvvigionamento alimentare”, ha sottolineato.

“L’Avana è forte nella produzione di ortaggi, soprattutto quelli con foglie. È una possibile sfida avvicinarsi o garantire le 10 libbre che il paese propone con le sue produzioni”, ha considerato e ha assicurato: “questo progetto sarà un successo, perché noi, abitanti de L’Avana  lo abbiamo proposto, perché dobbiamo garantire stabilità alimentare e comportarci bene con i fratelli che ci aiutano, dimostrando che è possibile realizzare in provincia, per la prima volta, un progetto di tale portata”.

Alla presentazione di HABAMA erano presenti anche Samuele Fazzi, consigliere e vice capo missione dell’ambasciata italiana a Cuba; Luis Carlos Góngora, coordinatore degli Obiettivi e Programmi del Governo de L’Avana, e Mariarosa Stevan, direttrice dell’Ufficio AICS-L’Avana, tra gli altri dirigenti cubani e italiani.


http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/03/18/presentato-il-progetto-cuba-italia-per-lagricoltura-de-lavana/

sabato 6 marzo 2021

Viva Cuba

 Post scritto da alessandro di battista.

In Italia, attualmente, si stanno somministrando (a rilento per via dei ritardi delle consegne) 3 vaccini diversi. Li producono Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Tre multinazionali che di europeo hanno ben poco. Chiaramente, essendo multinazionali, hanno sedi e distaccamenti in mezzo mondo. Ma non sono europee ed, ovviamente, non sono aziende pubbliche. La più europea è AstraZeneca, nata dalla fusione di una casa farmaceutica svedese con una britannica. Era il 1999, erano gli anni d'oro delle fusioni in ogni ambito e della nascita di colossi bancari, editoriali e farmaceutici. AstraZeneca ha la sede centrale a Cambridge, Regno Unito, dunque fuori dall'UE. Anche la sede centrale di Moderna, colosso farmaceutico statunitense, è a Cambridge, ma Cambridge Massachusetts, area di Boston per intenderci. Pfizer, la più grande casa farmaceutica al mondo - tra l'altro azienda coinvolta in innumerevoli scandali - ha la sua sede principale a New York. 


L'EMA, l'Agenzia Europea per i Medicinali, sta valutando se dare l'ok anche ad un quarto vaccino, quello prodotto dalla Johnson & Johnson che ha il suo quartier generale a New Brunswick, nel New Jersey.


Questo è il quadro: un dominio delle imprese nordamericane con l'UE che, oltretutto, le sovvenziona con denaro pubblico e con le quali (pare) abbia firmato accordi poco chiari e poco convenienti. 


I veri europeisti dovrebbero lottare per la sovranità europea anche dal punto di vista della produzione di farmaci. Dovrebbero lottare per la realizzazione di una casa farmaceutica pubblica europea. Ma essere europeisti oggi è un mero slogan per opporsi ai sedicenti sovranisti (alla Salvini per intenderci, quelli che per una poltrona hanno baciato la pantofola a Draghi).


Intanto Cuba, piaccia o non piaccia, sta dando una lezione al mondo intero. Si può pensare quel che si vuole su Cuba e sul suo sistema di governo ma, ad oggi, nonostante un vile embargo che va avanti da decenni, nonostante non riceva i finanziamenti che arrivano ad altri, nonostante sia un paese piccolo, sta producendo molti vaccini. 


A Cuba c'è una casa farmaceutica statale, si chiama BioCubaFarma e coordina il lavoro di 32 aziende pubbliche che operano nel campo della ricerca e della produzione biomedica. 


BioCubaFarma sta lavorando a 5 candidati vaccinali, ripeto 5: 


1. Soberana1 (fase di sperimentazione 2/3)

2. Soberana2 (fase 3, ovvero si sta effettuando l'ultimo step di sperimentazione umana con 44.000 cittadini di L'Havana)

3. Abdala (sta per iniziare la fase 3)

4. Mambisa (uno dei 4 candidati vaccinali al mondo intranasali, fase1-2)

5. Soberana1A (monodose per i convalescenti)


Cuba (a onor del vero anche Pfizer e Moderna) sta dimostrando che per i convalescenti, ovvero coloro che hanno già avuto il virus, è sufficiente una sola dose di vaccino. 


Queste sono informazioni utili per costruire un'opinione su europeismo vero ed anti-europeismo fasullo, su pubblico e privato, su indipendenza e sudditanza. Insomma, sulla nostra vita.


mercoledì 18 novembre 2020

Bitcoin ayuda a inmigrantes indocumentados a enviar remesas a sus familiares



Para los migrantes que buscan el proverbial "sueño americano" en una nueva tierra, encontrar formas de enviar dinero a casa puede ser una pesadilla.

Eso es especialmente cierto para los inmigrantes indocumentados, que se enfrentan a barreras legales y financieras adicionales para enviar sus remesas. Pero para los que saben de tecnología, un sorprendente salvador está comenzando a surgir: Bitcoin.

La firma de análisis de criptomonedas Arcane Research ha publicado hoy los resultados de su último estudio sobre el estado actual de los mercados peer-to-peer de Bitcoin en el mundo. La firma descubrió que las criptomonedas están ayudando a los inmigrantes, ya que estos activos digitales permiten transferencias de dinero internacionales, libres de impuestos, baratas y rápidas, y sin ninguno de los trámites burocráticos que normalmente implica el mercado de remesas de medio billón de dólares.

Es más, el informe encontró que los inmigrantes indocumentados, en particular, están recurriendo cada vez más a los mercados peer to peer para comprar Bitcoin y enviar dinero a casa. Según Arcane, las tarjetas de regalo (mejor conocidas por su nombre en inglés: gift cards) son un método de pago populst en este tipo de intercambios, ya que evitan las limitaciones bancarias y los requisitos KYC.

"El comercio de tarjetas de regalo ayuda a los inmigrantes indocumentados a transferir valor a sus amigos y familiares en su país", se lee en el informe. Este método de pago es popular en Norteamérica y es, según Arcane Research, una de las razones de la expansión de Paxful, un prometedor intercambio de P2P Bitcoin, en la región.

Es más, el informe encontró que los inmigrantes indocumentados, en particular, están recurriendo cada vez más a los mercados peer to peer para comprar Bitcoin y enviar dinero a casa. Según Arcane, las tarjetas de regalo (mejor conocidas por su nombre en inglés: gift cards) son un método de pago populst en este tipo de intercambios, ya que evitan las limitaciones bancarias y los requisitos KYC.

"El comercio de tarjetas de regalo ayuda a los inmigrantes indocumentados a transferir valor a sus amigos y familiares en su país", se lee en el informe. Este método de pago es popular en Norteamérica y es, según Arcane Research, una de las razones de la expansión de Paxful, un prometedor intercambio de P2P Bitcoin, en la región.

De acuerdo con Useful Tulips, un sitio de métricas que rastrea la industria, Paxful tiene hasta cuatro veces el volumen de comercio del líder del intercambio P2P LocalBitcoins en Norteamérica.

Matt Ahlborg, de Useful Tulip, explicó a Arcane Research cómo los inmigrantes utilizan tarjetas de regalo para enviar remesas de Bitcoin a sus familiares en el extranjero:

"Los inmigrantes en los países occidentales transfieren valor al extranjero a través de gift cards en Paxful. Las gift cards son compradas por el inmigrante en una tienda local", dijo Ahlborg. "Esta tarjeta es luego fotografiada, y la foto se envía a amigos y familiares en el extranjero. Más tarde venden esas tarjetas de regalo en Paxful a cambio de BTC. Luego, convierten la BTC a la moneda local vendiéndola a un comprador en el mercado local a través de una de las plataformas P2P", dijo.

Y aunque el proceso puede parecer engorroso, la verdad es que es más rápido y más barato que las opciones tradicionales. Bitcoin se convierte en una alternativa aún más viable para las remesas cuando las circunstancias políticas o económicas son más graves. Un claro ejemplo es Venezuela, donde casi todos los servicios de remesas están bloqueados para operar en el país debido a las sanciones del gobierno de EE.UU.

http://www.cubadebate.cu/noticias/2020/10/23/bitcoin-ayuda-a-inmigrantes-indocumentados-a-enviar-remesas-a-sus-familiares/#boletin20201023

giovedì 27 agosto 2020

A che punto siamo

Molto difficile al momento sapere la data di un ritorno nell'isola.Questa mia foto è datata 20 marzo

qualche giorno prima della mia partenza......

 

venerdì 15 maggio 2020

Ministerio del Turismo: Cuba no reabrirá aún sus fronteras


El Ministerio de Turismo de Cuba publicó este viernes 15 de mayo una nota informativa donde afirma que el país no reabrirá aún sus fronteras.
“En aras de proteger la seguridad sanitaria nacional, premisa fundamental del Estado cubano, no se abrirán nuestras fronteras, ni se activarán los servicios turísticos, hasta tanto sea indicado por el Gobierno de la República de Cuba”, explica.
“Teniendo en cuenta la situación actual de desarrollo de esta enfermedad en Cuba y en el Mundo, el Ministerio de Turismo, se enfoca en una mejora continua de las instalaciones hoteleras y extra hoteleras, así como en la elaboración de protocolos de higiene y sanitarios, para enfrentar el reinicio de las actividades turísticas”, agregó.
Desde el pasado 24 de marzo, Cuba cerró completamente sus fronteras, y solo se están realizando limitado número de operaciones aéreas, por motivos humanitarios y comerciales, fundamentalmente.



lunedì 11 maggio 2020

Quando si potra' tornare a Cuba ?


Gran bella domanda,
Per ora visto la condizione non credo proprio sia possibile, e' pure confermato
 che tutt'ora non sono previsti viaggi per il trasporto di pacchi e cose varie.
Di sicuro o quasi, sembra che gia' alcuni vettori stiano ritirando merce per
un possibile e aspettato viaggio.
Forse credo sia possibile,che con la partenza di questi vettori sia un buon segnale
di ripartenza.
E' oltretutto inutile pensare a una data,anche perche' qui da noi ancora non ne siamo
per niente fuori.
Inutile anche spendere parole o pensieri di come poi si potra' fare o non fare sull'isola,se si parlera' di una quarantena (molto improbabile) o di un eventuale tampone o esame da presentare al nostro
arrivo. Per quanto riguarda le compagnie che operano per Cuba,si puo' gia' trovare alcune date
di riferimento prossime,ma a mio avviso campate in aria o quasi,almeno le piu' prossime.
C'e' a sentire da piu' voci, un possibile interesse a portare a casa qualcosa per poi trasformarlo
in un buono di viaggio (voucher).
La situazione sull'isola sembra ben sotto controllo anche se vi e' segnalazione di difficolta'
a reperire alcuni generi alimentari.
Non rimane che seguire la vicenda tramite i soliti canali informativi.
ciao pescao.

mercoledì 11 settembre 2019

DUTY FREE HAVANA


Con questo post vorrei informare la procedura corretta quando si opta nell'acquisto di liquidi presso il duty free all'Avana.
Oltre a porre il liquido (bottiglie ), nelle speciali buste per portare il tutto in cabina,è obbligo verificare personalmente la presenza dello scontrino all'interno (preferibilmente è consigliato all'interno).
Questo nel caso di scalo o di un presunto reclamo anche nel nostro paese.
(se la merce è nella valigia in stiva,non è necessario)