GUANABO & DINTORNI BLOG
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giovedì 3 maggio 2012
Quasi quasi
Avevamo il paese più bello del mondo e siamo
riusciti a rovinare tutto.....
quasi quasi ci faccio un pensierino.
mercoledì 25 aprile 2012
Bodeguita del Medio compie 70 anni a tutto Mojito
L'AVANA - ''Il mio Mojito alla Bodeguita e il mio Daiquiri al Floridita'' scrisse Ernest Hemingway riferendosi ai suoi due bar preferiti nell'epoca in cui si aggirava per le stradine dell'Avana vecchia negli anni Quaranta e Cinquanta. Il 26 aprile la Bodeguita del Medio celebra il suo settantesimo anniversario con una serie di manifestazioni assieme al Gruppo Palmares, che ne e' proprietario.
Tra le varie iniziative e' prevista l'uscita di un compact disc con le venti canzoni piu' richieste e ascoltate nel celebre locale, da 'Hasta siempre comandante' ai temi di Compay Segundo e Buena Vista Social Club.
Una vera e propria colonna sonora per i milioni di turisti che ogni anno visitano l'isola caraibica e almeno una volta arrivano nel tempio del Mojito per consumare, al prezzo di quattro dollari il rinfrescante cocktail a base di foglie di menta, succo di lime, rum, zucchero di canna, acqua tonica e ghiaccio, che in questi giorni si trasformera' addirittura in argomento di conferenze.
E per il 26 e' prevista una cena di gala, che avra' inizio dopo la cannonata che segna le nove. Nel corso della serata saranno consegnati riconoscimenti alle persone che vi prestano servizio da almeno 15 anni. La Bodeguita apri' i suoi battenti il 26 aprile del 1942 per iniziativa del commerciante Angel Martinez, ed era all'origine un piccolo negozio di alimentari. Oggi, tra le centinaia di quadri che adornano le sue pareti, il posto d'onore e' ancora riservato alla foto che ritrae Hemingway assieme a Fidel Castro.
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martedì 17 aprile 2012
Impresa italiana installa stabilimento per la dissalazione a Cuba
L'Avana, 11 apr (Prensa Latina) La ditta italiana Chematek S.p.A. impianterà stabilimenti per la dissalazione dell'acqua di mare e modificarla in acqua ultrapura per l'uso umano e industriale, spiegarono oggi fonti dell'entità.
In dichiarazione a Prensa Latina, lo specialista dei Servizi Tecnici di Chematek, Bienvenido Hernandez, spiegò che nell'attualità si sta montando l'impianto di alta tecnologia nelle termoelettriche ad Est de L'Avana, in quella di Nuevitas ed in Energas a Boca de Jaruco.
Questi impianti, segnalò lo specialista, convertono l'acqua del mare o di superficie (provenienti dai fiumi e dalle dighe) in acqua ultrapura per alimentare le caldaie ad alta pressione.
Hernandez sottolineò che le fabbriche usano la tecnologia di osmosi inversa con purificamento mediante resine di cambio ionico.
Fra i vantaggi menzionò la capacità di purificare da virus e batterie, più il basso consumo di prodotti chimici.
Mentre una fabbrica di scambio ionico “che è la tecnologia tradizionale” consuma 600 tonnellate di acido solforico e 400 di idrossido di sodio, quella che si trova a Nuevitas, per esempio, usa appena 10 di ognuno, fatto che riduce i costi di operazione e l'inquinamento del medio ambiente, indicò Hernandez.
Aggiunse che l'Impresa Cubahidraulica valuta la possibilità di estendere queste tecnologie alle comunità isolate per garantire l'approvvigionamento d'acqua potabile alla popolazione.
Da sette anni, ricordò il dirigente, nella termoelettrica Antonio Maceo, che si trova nell'orientale provincia di Santiago de Cuba, funziona una fabbrica che usa la tecnologia di osmosi che produce 150 metri cubici all’ora di acqua ultrapura “con eccellenti risultati”,spiegò.
Il binomio d’imprese italiane Chematek S.p.A. e Protecno, hanno installato a Cuba circa 30 impianti di diversi tipi, tra questi ci sono installazioni per rendere potabile e per la dissalazione dell’acqua o per il trattamento dei rifiuti.
Secondo il direttore generale di Protecno, Lorenzo Belbusti, il mercato cubano è di molto interesse per la sua ditta, ed è per questo che pensano di aumentare le somministrazioni.
Ambedue le ditte sono presenti nella IX Feria Internazionale della Costruzione, Fecons 2012, che si realizzerà fino al prossimo sabato a Pabexpo, con la presenza di espositori e impresari di 26 paesi.
venerdì 13 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
Guardare oltre?
Inutile dirlo la nostra amata italia va a rotoli.
Visto che pensare o sognare attualmente non
costa nulla,chi ha pensato almeno una volta
di trasferirsi nella nostra amata isola?
Io sinceramente ci ho pensato più di una volta,
ma purtroppo nella condizione in cui sono
lo vedo molto difficile,
ma comunque rimane il fatto che quando
posso faccio un salto a trovare i miei
cari.
lunedì 9 aprile 2012
Tu ce l'hai piccolo io no
La riserva dell'acqua a Cuba è fondamentale,
visto che tutti i giorni per la calle l'acqua non c'è.
E' una delle prime cose che si notano,guardando una casa
ne esistono di vari tipi sia grandi sia più contenuti,
l'importante è ricordarsi che il giorno che c'è acqua
bisogna aprire il rubinetto.
Problema attuale che guanabo non ha in quanto tutti
i giorni viene erogata acqua (salmastra) con una pausa
se non erro veso sera attorno le 21 .
Ma sembra che anche guanabo........(non mi sbilancio).
Se adattassimo questo procedimento anche noi qui,visto
che le ns tubature sembrano dico sembrano in buone condizioni
forse si risparmierebbe un bel po di acqua.
Però noi non siamo ancora pronti per questo.
giovedì 5 aprile 2012
La cocinita si raddoppia
Grandi novità alla cocinita di guanabo,
sono stati sostituiti i vecchi tavoli
con altrettanti nuovi,ampiata la scelta
per quanto riguarda la cucina e spostato
in prima posizione il tavolo di creazione mojto
Tutto questo ha comportato un maggior flusso
di clienti,che data la fluenza è consigliabile
quando ci si sposta all'interno del locale
di prestare la massima attenzione a non imbattersi
in sssssPIACEVOLI disguidi.
sono stati sostituiti i vecchi tavoli
con altrettanti nuovi,ampiata la scelta
per quanto riguarda la cucina e spostato
in prima posizione il tavolo di creazione mojto
Tutto questo ha comportato un maggior flusso
di clienti,che data la fluenza è consigliabile
quando ci si sposta all'interno del locale
di prestare la massima attenzione a non imbattersi
in sssssPIACEVOLI disguidi.
lunedì 2 aprile 2012
venerdì 30 marzo 2012
mercoledì 28 marzo 2012
martedì 27 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
sabato 24 marzo 2012
LA STORIA: Quell'abbraccio tremante tra Wojtyla e Fidel
Per favore, che ora è? E' la frase insolita che Giovanni Paolo II rivolse a Fidel Castro, appena sceso dalla scaletta dell'aereo all'aeroporto dell'Avana nel gennaio del 1998 per quello che fu sicuramente uno dei viaggi più significati di Papa Wojtyla Le parole precise, in verità, non le sentì nessuno, ma il gesto fu evidente: il Papa guardò il suo orologio, e poi rivolgendosi a Castro disse qualcosa; Fidel a sua volta guardò il proprio e rispose. Lo storico faccia a faccia tra i due sarebbe avvenuto il giorno dopo, il 22 gennaio, nel palazzo della Rivoluzione: immagini forti destinate a rimanere impresse a lungo nella memoria di molti anche perché il Papa già allora mostrava i segni della malattia. Sembrava che non dovessero finire mai, quegli scalini nell'atrio del Palacio, che Wojtyla volle salire con tutta la pena dei suoi anni e con tutta l'ostinazione del suo spirito. Di converso, sembrava che dall'alto, dove lo bloccava il protocollo, nel suo completo blu indossato per l'occasione, "El comandante" cercasse di sospingere il Papa con lo sguardo, di aiutarlo, nel timore che potesse inciampare proprio in quegli ultimi gradini di un cammino storico. "Ho temuto per lui", racconterà in seguito Castro.
Al termine della scala, le mani di entrambi, tremanti per la stessa malattia, si congiunsero in una stretta che era simbolica, politica, ma che era anche un gesto di amicizia tra due uomini anziani che al tramonto del loro tempo trovarono la forza di incontrarsi. In quell'incontro ci furono, una premura, quasi una tenerezza reciproca, che erano commoventi: nel braccio che di tanto in tanto Castro allungava per sorreggere il Papa nel cammino non privo di difficoltà, attraverso i saloni esagerati ed enfatici del 'Palacio' del leader della rivoluzione, c'era un rispetto che andava ben oltre il protocollo. Giovanni Paolo II e Fidel si scambiavano piccole frasi, arrancando lungo le corsie rosse, per spezzare l'imbarazzo della loro fatica. L'uno appoggiato al bastone, l'altro, Fidel, che era accanto, rallentando il passo delle sue gambe più lunghe, indicandosi, diceva, la sua gamba destra per dire all'ospite, all'amico, che anche a lui, qualche volta faceva male. E tra la parte protocollare dell'incontro fra il Papa e Castro e il colloquio a quattr'occhi seguito alla cerimonia, durato 45 minuti, i due leader si scambiarono anche qualche battuta. Fidel, rivolto all'ospite e accennando ai giornalisti presenti:"Santità, questi ci dovrebbero pagare. Ci sfruttano e non ci pagano".
E il Papa: "Sì, non pagano". Poco dopo l'allora segretario di Stato vaticano, cardinale Angelo Sodano, diceva a Castro: "Presidente, Lei lavora troppo". Fidel, alludendo al Papa: "Lo faccio con molto piacere, ma comunque è lui che oggi a Santa Clara ha lavorato di più ". Tra i due molto più loquace Fidel, dal cui volto traspariva un'evidente soddisfazione. Il Papa sbarcò all'Avana in quell'inizio del 1998, per una visita di cinque giorni, con il suo messaggio di speranza e il suo appoggio morale alla promozione dell'uomo, allo sviluppo della società e alla riconciliazione tra i cubani allo scopo, anche, di esigere il rispetto dei diritti umani e la possibilità per la chiesa a Cuba di beneficiare di maggiori spazi per la sua attività. Tremila giornalisti accreditati da tutto il mondo, migliaia di turisti. La sigla d'apertura della "fiesta grande" viene suonata dagli altoparlanti dell'hotel Nacional a L'Avana dove era stata allestita la sala Stampa, in una mattina di sole: dapprima irriconoscibili, poi incredibili salgono le note dell'Ave Maria di Schubert. Sarà così ogni mattina, per due settimane. Il momento più significativo fu la messa officiata dal pontefice sulla grande piazza della Rivoluzione alla presenza di una folla imponente e commossa. Nessuno poteva essere indifferente agli applausi che più volte interruppero l'omelia del Papa sulla libertà, la pace, la verità. Wojtyla troverà ancora in sé l'energia per indignarsi, gridare, scuotere i fogli del discorso. "Il Papa abbraccia con il cuore e la sua parola di incoraggiamento tutti coloro che subiscono l'ingiustizia". Fidel Castro era seduto in prima fila accanto a Gabriel Garcia Marquez. 'El Comandante' non aveva più assistito a una Messa da 53 anni.
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