domenica 31 agosto 2014

SANITÀ GRATUITA E RICERCA SCIENTIFICA A CARICO DELLO STATO SOCIALISTA

Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo e per i cubani è completamente gratuito. Si fonda sul principio per cui la salute è un diritto sociale inalienabile e tutti i cubani hanno diritto all’assistenza sanitaria completa senza distinzioni. I servizi sono finanziati quasi interamente tramite risorse pubbliche. Il Ministero della Salute è l’organismo regolatore del sistema, concentra e distribuisce le risorse destinate ai servizi sanitari e opera a tutti i livelli. Complessivamente l’assistenza si sviluppa attraverso una rete di circa 220 ospedali, 15 istituti di ricerca, 500 policlinici e una copertura diffusa in tutta l’isola di personale sanitario, per un totale di circa 600.000 lavoratori (9% della popolazione in età lavorativa), di cui circa 30.000 medici di famiglia. I medici sono passati da 5,2 medici ogni 1000 abitanti nel 1995 a circa 6,7 nel 2009; nello stesso periodo gli infermieri sono passati da 7 ogni 1000 abitanti a 9,5. Prima della rivoluzione cubana del 1959, il sistema sanitario cubano era basato su ospedali gratuiti statali, cliniche mutualistiche e ambulatori privati; gli ospedali gratuiti erano presenti solo in un terzo dei municipi ed erano di scarsa qualità. Esisteva un solo ospedale universitario, un’unica scuola di medicina e le prestazioni erano erogate per la maggior parte privatamente da medici residenti per i 2/3 a L’Havana. Solo il 10-20% circa della popolazione rurale poteva fruire di una qualche forma di assistenza medica. L’aspettativa di vita era inferiore ai 60 anni. La mortalità infantile era del 70 per mille nati vivi e la mortalità materna era 120 per 100 mila nati vivi. L’analfabetismo arrivava nelle zone rurali al 40%; solo l’11,2% delle famiglie dei lavoratori agricoli beveva latte e solo il 2% mangiavano uova. Dopo la rivoluzione la metà dei 6.000 medici al momento presenti sull’isola espatriò. A Cuba rimasero solo 16 professori di medicina. Il Ministero della Salute iniziò quindi un programma di nazionalizzazione e regionalizzazione dei servizi sanitari: furono realizzati 50 nuovi ospedali rurali e 160 policlinici in aree urbane, fu iniziato un programma di vaccinazione dei bambini e fu istruito nuovo personale. Vennero, inoltre, assunti 750 medici e studenti di medicina per trascorrere un periodo della loro carriera professionale nelle campagne, sulle montagne e nelle comunità costiere. L’obiettivo del servicio médico rural era quello di garantire “la prevenzione delle malattie e di rivitalizzare i servizi sanitari per i più bisognosi, perché poveri o in precarie condizioni di salute o perché residenti lontano dai centri urbani”. Nel 1986 venne introdotto il Programma del Medico di Famiglia, che mise a disposizione dei pazienti un team costituito da medico e infermiera e garantì, a partire dai primi anni ‘90, l’assistenza primaria al 95% delle famiglie cubane direttamente nel proprio quartiere di residenza. Erano attive 21 scuole mediche in tutto il territorio nazionale. Il sistema sanitario cubano cominciò a essere preso dall’OMS, dall’Unicef e da altre agenzie internazionali come esempio per un servizio sanitario nei Paesi in via di sviluppo. Ottimi risultati sono stati ottenuti grazie a ripetute campagne vaccinali, grazie alle quali per alcune malattie non si verificano casi da diversi anni: Poliomielite, 1962; Tetano neonatale; 1972; Difterite, 1979; Meningoencefalite post-parotidite, 1989; Sindrome rosolia congenita, 1989; Morbillo, 1993; Pertosse, 1994;Rosolia e parotite, 1995; Febbre Gialla, 2005. Molti tra i migliori medici cubani sono mandati dal governo a lavorare in altri paesi dell’America latina: con il programma Barrio Adentro, letteralmente “nel quartiere”, a partire dal 2002 il governo venezuelano vuole garantire cure mediche di base per tutti, anche per le fasce di popolazione più miserevoli, adottando il modello cubano. Cuba, nella fase iniziale di Barrio Adentro, ha inviato circa 18.000 medici in Venezuela; da parte sua Chavez invia forniture di petrolio. Nel 2008 i medici cubani che lavoravano in paesi esteri erano circa 37.000, sparsi in più di 70 paesi. I medici che decidono di lavorare al’estero ricevono compensi maggiorati. Quando guadagna invece un medico cubano che rimane a Cuba? Tutti i medici sono dipendenti del governo e mediamente un medico di famiglia guadagna 20 dollari al mese e ha a disposizione benefit come la casa e generi di prima necessità. La sanità assorbe il 8.7% del PIL nazionale, ma se negli ultimi anni le risorse dedicate alla salute sono aumentate considerevolmente. Cuba può vantare il tasso di mortalità infantile più basso del continente (che si attesta intorno al 26%, un risultato straordinario se si pensa che si sale su scala mondiale fino al 52%), persino inferiore agli Stati Uniti, che continuano ad assediare il Paese confermando il criminale embargo economico più volte dichiarato illegale dalle Nazioni Unite. Anche per quanto riguarda la ricerca medica e farmaceutica Cuba è all’avanguardia: a testimonianza dell’alto livello raggiunto vi è l’unico vaccino al mondo contro la malattia causata dal meningococco di tipo B e dal 1990 è nel programma nazionale di vaccinazione infantile a Cuba. I laboratori di ricerca a Cuba hanno anche prodotto vaccini e sieri contro la meningite A e C, la leptospirosi, la difterite, il tetano, la febbre tifoide e la pertosse. Nel maggio 2012 il direttore el Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología, Gerardo Guillén, ha reso pubblica la scoperta di un farmaco (HeBerprot) che permette di evitare l’amputazione degli arti inferiori nei pazienti diabetici. La ricerca a Cuba è in piena attività e sono stati fatti grandi passi avanti contro Aids ed il cancro; per esempio vengono sperimentati due farmaco uno denominato Vidatox, studiato sulla base del veleno di uno scorpione, ed il secondo denominato CimaVax che dovrebbero combattere il cancro al polmone. Per quanto riguarda Aids entro il 2012 inizierà al fase di sperimentazione di una terapia innovativa. L’Ozono (O3), derivato dell’Ossigeno (O2) è il più potente ossidante in natura ed il più efficace nel distruggere batteri, virus, funghi, pesticidi e metalli pesanti… è utile per diverse patologie ortopediche e vascolari, nella demenza senile, Sla e Sclerosi multipla. Indovinate un po’ quale paese è all’avanguardia nell’utilizzo dell’O3 a scopi medici? Indovinato! La patria dell’ozono terapia è Cuba. La ricerca medica nell’isola caraibica è cosi avanzata che i più ricchi e i più potenti del mondo vanno a curarsi lì. E poi dicono che il socialismo ha fallito…

lunedì 18 agosto 2014

Renta de motos

La Sucursal Extrahotelera Palmares Oeste, perteneciente al Grupo Empresarial Extrahotelero Palmares S.A comercializa diferentes servicios, entre los que se encuentra, la renta de motos Scooter al turismo internacional. Palmares Oeste cuenta 7 puntos de renta en Ciudad de La Habana y un total de 110 motos automáticas (sin cambios de velocidad) marca Lynx, modelo QM50QT, cilindrada de 50cc, capacidad para 2 pax y velocidad de 70 km/h. Tarifas horarias: Hasta 2 horas………..$ 12.00 CUC 3 Horas……………….$ 15.00 CUC 4 Horas……………….$ 18.00 CUC 24 Horas………..…….$ 24.00 CUC Tarifas diarias: De 2 a 4 días………..$ 23.00 CUC/día De 5 a 12 días………$ 21.00 CUC/día De 13 a 20 días…….$ 18.00 CUC/día De 21 a 29 días…….$ 15.00 CUC/día 30 días……………....$ 13.00 CUC/día puntos de renta: Comodoro (3ra y 84. Hotel Comodoro. Playa), Teléfono: 204-61-98 3ra y 30 (3ra e/ 28 y 30 Playa), Teléfono: 204-06-46 Dos Gardenias (26 y 7ma.Playa), Teléfono: 204-37-22 Viazul (26 y Zoológico. Plaza), Teléfono: 883-49-14 Malecón (Malecón y C. Plaza), Teléfono: 834-65-44 Rampita (23 e/ K y L. Plaza), Teléfono: 838-39-87 Vea (Galiano y San Rafael. Centro Habana), Teléfono: 866-86-34 Horario de servicios: de Lunes a Domingos de 9.00 am a 6:00 pm Horario de almuerzo: de 12:00-1:00 pm. Servicio de Auxilio en la Vía: de 9.00 am a 9:00 pm Para más información llamar a los teléfonos: 204-06-46, 204-54-91 y 204-61-98. Email: recreación@cho.palmares.cu

sabato 16 agosto 2014

CASTILLO EL MORRO

Il cosidetto “El Morro” è la più antica fortezza del lato orientale della baia. Progettata dall’ingegnere italiano Giovan Battista Antonelli, su richiesta del governatore Juan de Tejeda, è situata su un’impervia altura di roccia (Punta Barlovento) ed ha la forma di un poligono irregolare che segue i contorni del promontorio roccioso, con muri di pietra dello spessore di 10 metri, un imponente bastione, una serie di batterie di cannoni che degradano verso la riva. Il castello è stato costruito dagli schiavi che lavoravano sotto la sferza della frusta e del sole per tagliare la pietra estratta dal vuoto che forma i fossati. “El Morro” ha protetto Avana dai numerosi attacchi da parte dei pirati francesi, olandesi e inglesi per 150 anni grazie anche alla sua straordinaria batteria di 12 cannoni che portano il nome dei 12 apostoli. Nel 1762 la fortezza fu infranta durante la Guerra dei Sette Anni, ad opera di una flotta britannica di 44 navi con 3000 cannoni e 14000 soldati a bordo che assediò la città per circa due mesi. Sotto il fuoco di copertura delle loro navi, le truppe inglesi si avvicinarono e fecero una breccia nelle mura del castello con della polvere da sparo. Originariamente “El Morro” era collegato con il mondo esterno via mare, alla quale era legato attraverso la Plataforma de la Estrella, il molo sud ai piedi della scogliera. Oggi si accede tramite un ponte levatoio sul profondo fossato attraversando il Túnel Aspillerado costituito da grandi porte in legno che si aprono su Camino de Rondas, una piccola piazza (Plaza de Armas) con un edificio a due piani con in cima le cisterne d’acqua che rifornivano la guarnigione di 1.000 uomini. A destra della piazza, uno stretto ingresso conduce al Baluarte de Austria (Bastione austriaco), con un cannone diretto verso il basso del fossato. Una rampa di ciottoli conduce fino agli altri bastioni. Diverse targhe commemorative ricordano delle figure eroiche durante l’assedio. A sinistra della Plaza de Armas, troviamo la Sala de Historia del Faro y Castillo in cui possimao trovare la storia dei fari e dei vari castelli a Cuba. Più in là possiamo trovare il Surtida de los Tinajones, dove vasi giganti di terracotta sono inseriti nella pietra. Questi vasi una volta contenevano l'olio di colza che veniva usato come combustibile della lanterna del Faro del Morro. Il Faro è tutto in pietra, alto 25 metri e fu costruito numerose volte fino a che nel 1845 il generale Leopoldo O’Donnel fece edificare quello che si vede ancora oggi. Esso è un simbolo dell’Avana ed al tramonto offre una vista magnifica della città essendo il punto più alto della collina ; oggi una lanterna elettrica continua a lampeggiare due volte ogni 15 secondi spargendo la sua luce su tutta la città. Se non si soffre di claustrofobia, si può salire in cima al faro per avere una visione dall’alto del castello. Tutto il traffico marittimo dentro e fuori il porto dell'Avana è controllata dal Semafórica Estación, la stazione semaforo in cima al castello, accessibile tramite il Baluarte de Tejeda. Sotto il castello, di fronte la città, attraverso una strada di ciottoli è possibile raggiungere, il Batería de los Doce Apóstoles (batteria dei Dodici Apostoli) che vanta enormi cannoni. El Morro, insieme a L'Avana Vecchia, è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

martedì 5 agosto 2014

Il ritiro a Cuba

Purtroppo a una certa età,bisogna essere consapevoli che arriva anche il momento di ritirarsi,per dare spazio a chi è più giovane e scattante. Non si può correre e calciare sempre il pallone.......