lunedì 15 dicembre 2008

La curatrice di sogni


La vedo per la prima volta alla disco Bellomonte di Guanabo, una cascata di riccioli neri ed un fisico da pantera; Pantera addestrata alla caccia, al sangue, alla sopravivenza…alla giungla della vita. La conosco per caso, facendo il ruffiano al mio amico, il quale aveva visto una ragazza (propriamente di quella compagnia) che gli piaceva. Poche parole…e la pantera inizia la sua battuta di caccia…ha trovato la preda (sanguinante) della serata…si è accorta che mi piace; balla il reggueton che è una favola, si muove come un cobra richiamato dal piffero del suo padrone…i suoi movimenti sono di puro richiamo “sireneo”…lavora. Smette di ballare e si siede sulle mie ginocchia..”Mi offri una cerveza?…Claro!!! La farandula si muove, scende più a valle…si va al Trebool. “Tu che fai? Mi chiede”…Che faccio?..oramai l’organismo aveva innestato la marcia del testosterone, impossibile mettere in folle…la marcia va avanti. Puntata al Trebool poi a casa a Guanabo…l’esultanza del corpo lo richiede. In camera la pantere perde la sua aggressività, più cauta, guardinga, quasi a disagio…alza il tono della voce e lo abbassa senza motivo specifico…sembra una bambina che fa le bize. Chiede che spenga la luce…“non ci sto“, non mi piacciono gli appuntamenti al buio (già era scuretta lei)..optiamo per l’abajour…le accarezzo il corpo disegnando dei piccoli percorsi con le dita, lei ride “soffre il solletico”..la bacio, ma lei è molto tesa. Facciamo l’amore; è passionale, vivace nei movimenti…il suo odore mi piace…ma è pur sempre una transazione. Credo che ad un certo punto lei abbia voluto concludere…”odio queste cose, mi infastidiscono e mi raffreddano l‘istinto”. Bene! Se deve concludere, vediamo di agevolarne l’operato…”elaboro un’orgasmo teatrale da lieto fine”…bellissimo, degno di quel teatro a cielo aperto che è cuba. Scende il ghiaccio tra noi…non la guardo nemmeno, può restare o chiamare un taxi ed andar via…il tutto mi è indifferente…il tutto è irreale. Poiché l’uomo in quei momenti sa essere perfido..Gli confido che avevo “finto” che le sue movenze sensuali nella disco non erano riportabili ad una azione reale…“di puro sesso”. Forse la mia arroganza, forse il suo stesso desiderio di far sesso, hanno fatto si che la serata prendesse un’altra piega…un’ altro spirito. Come un incendio che si ravviva con il vento di maestrale, ci ritroviamo nuovamente avvinghiati l’uno con l’altro, le nostre lingue intrecciate, come due serpenti in amore, ci trasportano verso la passione più assoluta. Il suo corpo sussulta, ha acquisito più libertà, il profumo di sesso ci inebria nella stanza…la mente stacca, nella stanza non c’è il turista e la jinetera…ci sono due amanti che colgono quel frutto prelibato che è l’amore. Amore fatto di sesso, passione e piacere reciproco senza restrizioni o muri da abbattere. Con Maylin continuerò a vedermi, almeno per i successivi 14 gg. Mi raccontò che era in attesa di sposarsi con un anziano connazionale del Triveneto…e che, dopo il matrimonio, sarebbe scappata alla volta del Canada, poiché, in quest’ultimo paese, c’era la persona legata al suo cuore…un ragazzo di 35 anni il quale lei asseriva di amare. Non so se il suo racconto risponda a verità, e forse poco mi importa, fatto sta che il giorno della partenza abbiamo festeggiato (la mia e la sua combriccola) a base di birra e risate di allegria, ci siamo lasciati senza particolari riferimenti. Ci siamo lasciati solamente con la gioia di aver passato e condiviso dei bei momenti insieme.
Cuba 2004...il mio primo racconto.

2 commenti:

pumario ha detto...

Il vecchio del triveneto non son io ma, sicuramente è tutto vero. Queste storie si ripetono continuamente anche con giovani milanesi o meno giovani pugliesi. So di una storia con una bellezza straripante cubana che si è sposata un pisquano milanese e dopo tre mesi se ne è andata a Parigi dal vero amore. Ps.: La disco di Guanabo è il "mirador" ?

maverick.41 ha detto...

La disco di Guanabo è il "mirador" ?


Certo que si? è il mirador Bellomonte, ora ritrovo para la familia...ma un tempo noi lo chiamavamo il "laboratorio"...della gnocca.