lunedì 16 febbraio 2009

Libero di volare


La casa dove passavo la vacanza era bellissima, situata al primo piano dell’edificio, si poteva godere di una balconata che circondava quasi tutta la casa e la vista tutt’attorno era meravigliosa. Due stanze da letto, una per me e l’altra per il mio amico. La “dueña”, una signora 45enne, era il massimo della riservatezza…si alzava a mezzogiorno e non era per nulla invadente; faceva fatica a prepararsi lei stessa la colazione figuriamoci se la preparava per noi.
Con Yanet era oramai da giorni che condividevamo parte della giornata e comunque per intero la notte. Ma condividere la casa e pensare di disturbare l’amico vicino non è il massimo e quindi bisognava ritagliarsi quei momenti di intimità da rendere più piacevole il rapporto. Il sesso non è solo piacere ma un’insieme di emozioni che fanno sublime questo atto, emozioni che vanno condivise ed assaporate come un frutto prelibato…il sesso si potrebbe dire che è sapore. Tutto questo avveniva ma con una certa accortezza nel ritagliarci questi intimi momenti. Non potendo però attutire del tutto il “sonoro“ che detti momenti comportavano…oramai non facevo neanche più caso ai languidi “dime!!” che mi rivolgeva la padrona di casa e tantomeno ai sorrisi che rivelavano un’insieme di ironia e complicità non richiesta.Ma un giorno capitò che Yanè mi propose di andare a cena a casa della sorella a Guanabacoa e quindi di passare la notte nel medesimo luogo. La sorella di Yanet e di poco più grande di lei ed il suo uomo e sui 35anni, persone semplici e al di fuori dei “circuiti“ turistici. Mi sentivo ben integrato con questa famigliola, si scherzava, si ascoltava musica e si parlava di vita nel campo con serietà ma avevano quella autoironia che li distingueva da quelle persone che ti vogliono far apparire la realtà “fumigata” ed arrangiata.…si delineo una piacevolissima serata. Forse questi momenti di benessere interiore riescono a rendere piacevole tutto quello che ci circonda…..forse questi momenti sono la vera libertà dell’essere. Il bagno della casa era sprovvisto di acqua calda e per fare la doccia bisognava riscaldarla nei tegami, preparare un grosso recipiente e versarsi addosso l’acqua con una vecchio catino in disuso.Mi bagnai piano versandomi l’acqua sul corpo con un piccolo catino, assaporando questi momenti di intimità con il vago sapore del “passato” e ripercorrendo fasi della mia infanzia….gesti semplici…quasi rituali…nulla di automatico. Quando Yanè mi raggiunse nel letto aveva ancora i capelli bagnati…Yanè è una donna che fisicamente mi attrae molto, ma in quel momento avevo sentito che non era semplice desiderio..era passione allo stato puro. Quella notte il nostro desiderio aveva bruciato come un incendio notturno visto in lontananza…abbiamo bruciato piano, alimentati solamente da un sospiro notturno che forse era un libero desiderio. Quella notte sono stato libero di volare.

Guanabacoa Febbraio 2007

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