domenica 1 febbraio 2009

La cacciatrice ferita


Incrociai il suo primo sguardo il pomeriggio che arrivai a Guanabo…la vidi scendere con fiero portamento ed in compagnia di un uomo.
Era vestida di bianco, e quel bianco candore mi trasmise la sensazione di pulito…di lenzuola al vento…di fresco bucato.
Per la sua particolarità capii subito che era lei. L’anno precedente, il mio amico che aveva soggiornato per 3 mesi a Guanabo mi parlò di lei. Il mio amico mi disse: Sono stato con una ragazza alla quale è stata amputata una gamba…è una bellissima ragazza ed è spaventosamente attraente. Lo mandai a cagare senza mezzi termini. Ma nel vedere questa donna rimasi deluso dalla mia condotta nei confronti dell’amico.
Scendeva da una piccola discesa con le stampelle, l’uomo al fianco faceva fatica a stargli dietro.
Il suo viso era tra quelli più belli visti a Guanabo, vestiva con cura ed ogni sera aveva un capo diverso e di Italica manifattura. Una sera, al “Pollo” un locale di fronte al parque Guanabo, mi sorprese ad annusare l’aria…addosso aveva un profumo buonissimo e dava dignità, sapore e colore a quel locale frequentato da prostitute, ubriaconi ed emarginati.Ci guardammo un attimo, ma nel mio intimo pensai che ci eravamo capiti. Eravamo al banco a bere birra, il mio amico bucanero ed io cristal….prediligo il ron, ma non si può alle 5 del pomeriggio ingurgitare ron…l’alternativa era cerveza e pisciarella….cosa che odio da morire. Il mio amico si avvia verso la lussuosa e riservatissima sala dei bagni del “pollo”.Lei si alza di scatto e si avvia verso il bagno, ricordandomi per un momento un documentario sui leoni ed in particolare di questa leonessa con una gamba amputata che provvedeva, con il branco, alla sussistenza dei cuccioli che lei allatava…senza lei, i cuccioli, sarebbero morti per fame.In quel momento ho pensato:” Ma quanto siamo vicini al comportamento degli animali“; e se gli osserviamo talune volte ci rispecchiamo in essi. Il mio amico rientra dalle sue attività idrauliche e mi dice: Non sai cosa mi è successo? Io gli rispondo: Già so! Ma il mio amico qualcosa voleva raccontarmi a tutti i costi e: “non ci crederai ma quella lì mi ha aspettato fuori dal bagno e mi ha cacciato la lingua in bocca”. L’ho osservata varie volte, non per pena ne per interesse sessuale…non ho avuto opportunità di potergli parlare poiché era sempre e costantemente con il suo uomo, ma potendo da lei avrei avuto delle nozioni di vita sicuramente uniche. Era una donna che incuteva rispetto tra gli stessi cubani. Ma la sua caparbietà e la sua fierezza, per quanto mi riguarda, non l’ho potuta notare sulle altre fanciulle più fortunate di lei.

Guanabo Gennaio/Febbraio 2006

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ricordo Alberto quando mi raccontasti questa storia mentre davanti a noi passava una ragazza con le stampelle. Non era lei, però vedendo quella ragazza come un trampoliere, in bilico su una sola gamba, mi fece pensare che il destino a volte gioca brutti scherzi. A quella giovane donna, dalla vita in su non mancva niente per essere carina ed attraente, ma guardondala intera mi sentii gelare il sangue addosso.
Pedro