martedì 20 gennaio 2009

Squillo


A te piacciono le donne di strada, quella è carne di cane.

Sicuramente mia madre non la pensa in maniera diversa dalla mamma di Pedro Juan. Però come faccio a spiegarle che Cuba è lontana diecimila chilometri, il cielo è grigio, il tempo è inesorabile è segna il passare degli anni. Così un po’ per uscire dalla routine e dalla monotonia delle domenica del villaggio a volte decido di fare una fuga sulla costa adriatica. Un’ora e mezza di macchina è sono arrivato. Molte volte sono gli ormoni che impazziscono e mi destano dal letargo spingendomi verso la voglia di trasgredire che la visione di alcune immagini on line non fa che accrescere. Così penso che quando arriva il momento non c’è niente di meglio da fare che toccare con mano ciò che mi è passato davanti agli occhi durante la settimana.
Quindi telefonino alla mano comincio a far suonare i numeri che diligentemente ho appuntato su un foglio. Dall’altra parte un susseguirsi di voci femminili, la maggioranza con l’accento dell’est, in altri casi spagnoleggianti. L’ultima volta ho fatto visita a una ragazza biondina di ventuno anni, un bel fisico e gradevole. Poi dopo averla salutata ho ripreso in mano il giornale con gli annunci, l’attenzione mi è caduta su quello inserito da una certa Tiziana, affascinante mulatta. Non nascondo che da quando frequento l’isla ho un debole per la pelle scura. Per questo l’ho chiamata e ho scoperto che si trattava di una persona di venticinque anni proveniente da Santiago di Cuba. Quindi nonostante stesse in una zona distante mezz’ora da dove mi trovavo ho pensato che forse il gioco poteva valere la candela. Però purtroppo quando l'ho vista, dopo aver girato un pezzo per cercarla, sono rimasto deluso davanti a quella negrona che dimostrava di avere un’età superiore rispetto a quella che mi aveva detto al telefono, ma soprattutto in lei pur sforzandomi non riuscivo a trovare niente che potesse eccitarmi. Pertanto mentre ella si preparava ad allestire il letto io cercavo di tergiversare parlando degli altarini dedicati ai santi yoruba che vedevo in quella stanza o alla sua collana con l’immagine della Vergine del Cobre, mostrandole la mia medaglietta. Poi all’ennesima richiesta da parte della cubana, escopamo; mi sono inventato la balla che ero andato li alla ricerca di una donna scappata da casa.La prostituta si è offesa e mi ha lanciato qualche parolaccia, mentre io me la sono data a gambe levate per la tromba delle scale, fino alla macchina. Poi guardando l’orologio ho pensato che la serata non poteva concludersi in quel modo e ho proseguito verso una località della riviera più a nord. Anche in questo caso solito giro di telefonate prima della scelta definitiva. Tutt’altro scenario mi si è presentato quando si è aperta la porta dell' appartamento. Un’ affascinante amazzone, dai capelli neri e come direbbe il compianto Ivan Graziani; lunghi lunghi fino al mandolino. Siccome la tariffa non era esagerata ho deciso di stare un po’ con lei.
Prima di imboccare l’ autostrada sul lungomare ho visto delle ragazze, in maggioranza rumene, ma, pur scorgendone alcune carine, mi sentivo appagato e non trovo logico beccarsi una multa per una scopata quando c’è una alternativa per fare del sesso.
Dopo un paio d’ore ero di nuovo a casa, ho mangiato una mela e sono andato a dormire.

Abruzzo, gennaio 2009
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