venerdì 5 febbraio 2010

Il mio amico Pedro




Volgo lo sguardo ai massi Simone e Simoncello e li vedo li eretti e marziali, la neve tutt’attorno e loro bucano il bianco orizzonte..li maestosi per l’eternità. Richiamo il mio cane, Lufo! Lufo vieni qua! Lui si gira con gli occhioni tondi e lacrimosi e mi fa cenno di festa, si abbassa sulle zampe posteriori ed inizia a mordere la neve come uno stupido, poi corre indisciplinato a destra e a manca, si ferma ed inizia a raspare la neve con le zampe posteriori spargendola come uno spargisale. È felice, a lui basta poco; qualche carezza, un complimento, le sue crocchette ed è felice. A volte penso che è bello essere animali…senza quella cattiveria che l’animo umano, ingrassato dalla noia e dal benessere, riesce a produrre. Lufoooo!!! Si avvicina alla mia gamba destra e riprendiamo la discesa a valle. Giù c’è il mare, la riviera…la guardo ed un’un brivido di freddo mi attraversa tutta la colonna vertebrale finendo in fondo al cuore. Sarà sto cazzo di freddo, sarà l’inverno che non molla o sarà pura e semplice nostalgia penso a cuba; alle sue spiagge, ai suoi odori ai suoni, ai sorrisi, a delle persone care che da oltre un anno non mi vedono e chissà quando mi rivedranno…un giorno, forse un giorno partirò, tornerò da voi. La mia mente cerca tutte queste cose semplici e le trova la nelle camere della memoria….si stagliano li e mi sembra di sfiorare le sue labbra, di sfiorarli i capelli, di dare una carezza all’innocenza. Mi avvio raccolto nel mio caldo woolrich, tiro su il cappuccio per coprirmi la testa ed i mie pensieri..ma non basta. I mie pensieri corrono a Cojimar, a Pedro che ha avuto coraggio di mandare a “fareinculo” l’aereo che lo riportava a casa e sostare li per altri dieci giorni riprendendosi un pezzo di umana libertà. Cuba!!! Mia moglie mi dice sempre: ma che avrà mai questa cuba? Neanche alla terra in cui sei nato e vissuto per venti anni pensi cosi profondamente! Ed io scuoto la testa come un bambino colpevole di fresca bravata…non puoi capire o sono io a non capire più voi. Pedro, Pedro! Goditi questi ultimi giorni di vera liberta, assapora la primavera come fanno i rondoni quando annunciano il suo inizio, inebriati di passione che potrai liberare tra le tue bianche montagne…godi sino in fondo sinchè Cuba curerà il tuo male d’amore ed i tuoi sogni.

1 commento:

gugumarino ha detto...

super bellissimo! viva pedro