martedì 10 luglio 2012

Ultim’ora Cuba. Bollettino colera: 3 decessi e tante, troppe trovate giornalistiche

Ultim’ora Cuba. Bollettino colera: 3 decessi e tante, troppe trovate giornalistiche



Dobbiamo intervenire per smentire seccamente il castello costruito ad arte per demolire la voce delle autorità e delle istituzioni cubane a scapito di qualche dissidente sconosciuto in cerca di gloria, il tutto ovviamente condito da pochezza giornalistica disarmante.

Parliamo del colera a Cuba. Cuba, come il nostro sito informa (e come ha informato da numeroso tempo: http://thisiscuba.net/fidel-castro-ad-haiti-altri-300-medici-cubani/), ha inviato sul territorio haitiano un ingente numero di personale medico e paramedico per contenere la diffusione del colera e monitorare la situazione soprattutto svolgendo continua prevenzione al fine di impedire la diffusione del batterio da possibili nuovi focolai.

il personale medico cubano ha dato l’esempio e continua a restare ad Haiti anche quando le telecamere dell’opinione pubblica si sono spente. tutto al mondo crea attenzione, crea un lampo di solidarietà che svanisce nel nulla e nella criminale indifferenza.

Lo vediamo anche nel nostro piccolo con l’iniziativa di adottare un bambino da parte del nostro sito, volta a sensibilizzare i lettori e permetterci di portare avanti una seconda donazione. Tanti messaggi, tante visite e richieste di aiuto e di informazioni sempre date, nessuna donazione. Per l’esattezza dieci euro in un due anni. Sarà la natura umana ma la beneficenza sotto i riflettori piace, la solidarietà all’ombra proprio no.

A Cuba da qualche giorno scoppia il caso colera. Il Ministero della Salute, per nulla in difficoltà dirama anche un comunicato al fine di mettere a tacere tutte le voci sul nascere. Tre morti tra i 66 ed i 95 anni, tutti già affetti da patologie croniche e quindi in precarie condizioni di salute. Non si sa quindi se possa essere stato il colera la sola causa di morte o se piuttosto sia imputabile al colera il solo aggravarsi delle condizioni di salute degli stessi. Il contagio è circoscritto alla provincia del Granma, monitorato, come lo sono i 53 contagiati che già stanno ricevendo tutte le cure del caso. Le cause annesse alla comparsa del vettore che ha provocato le morti ed i contagi, è derivante dal mix di piogge abbondanti degli scorsi giorni e dal gran caldo.

Piange il cuore dover sentire e vedere tutto l’ampio spazio che trovano le sciocchezze che partono da fonti incontrollate, fonti insane, ben più del colera stesso. Il periodico di Miami “El Nuevo Herald” non vede l’ora di dare la parola alla pazza repubblicana Ileana Ros-Lehtinen, che da una vita appoggia la violenza in ogni forma contro Cuba. Più volte è stata accusata d’aver preso parte attivamente ai tentativi di far uccidere Fidel Castro. Ad un documentario disse apertamente ”I welcome the opportunity of having anyone assassinate Fidel Castro” , augurandosi apertamente che qualcuno riuscisse ad uccidere Fidel Castro”. Secondo la rivista, l’intera provincia del Granma sarebbe nel panico, gli ospedali presi d’assalto non riuscirebbero più a contenere l’ondata accorsa. Insomma scene apocalittiche di cui oramai sono tutti consci tranne gli stessi cubani della provincia incriminata.

I soliti giornalisti dal dente avvelenato della stampa nazionale scrivono che sarebbero oltre un migliaio gli infettati e già 29 i morti accertati, accusando il governo di nascondere la situazione per impedire che la notizia incentivi i turisti a scegliere nel periodo clou qualche altra meta, creando danni ingenti ad una delle forme più importanti dell’economia cubana, il turismo. I giornalisti avrebbero quindi attinto da fonti non ufficiali e discutibili piuttosto che dare retta allo stesso Ministero della Salute.

Queste fonti sarebbero nientedimeno che delle rappresentanti delle Damas en Blanco, un gruppo di donnette che marciano vestite di bianco in segno di protesta contro la presunta oppressione del governo e che percepiscono nel medesimo tempo un bel qualitativo di biglietti verdi. Tutto il popolo cubano le addita come mercenarie al servizio degli stati uniti. Il membro che avrebbe fatto queste dichiarazioni si chiama Ana Celia Rodríguez. Ovviamente prove a supporto nessuna. Così come qualche altro dissidente che farnetica.

Insomma ogni occasione è buona per colpire Cuba e come in questo caso si utilizzano delle fonti assolutamente inaffidabili, le cui dichiarazioni vengono diffuse nel mondo come prova lampante del potere mediatico che ha chiunque si schieri contro Castro.

Altrettanto zitte e per questo colpevoli le fonte di informazioni nell’omettere il ruolo primario dei medici cubani e del governo stesso, nel prestare sempre a titolo gratuito e disinteressato i propri aiuti ad Haiti in tutti questi anni, assiduamente, con grande professionalità.

Quel che noi abbiamo sotto gli occhi è palese; da una parte c’è una notizia chiara emessa da un Ministero, dall’altro l’allegra combriccola fatta di quattro personaggi di basso profilo teatrale e con a carico un curriculum vitae degno de “I soliti idioti” intenti.

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